Intervista a Beatrice Lento, Dirigente IIS Tropea, partner del #PremioTropea

beatrice-lentoBeatrice Lento, Dirigente dell’Istituto Istruzione Superiore di Tropea, partner del #PremioTropea, ci ha parlato della collaborazione della realtà scolastica da Lei diretta con l’Accademia degli Affaticati, nell’ambito dell’evento del 5 e 6 settembre e non solo. La Dirigente ha messo in evidenza la sensibilità degli studenti nei confronti della cultura e l’impegno degli stessi nell’ambito del Premio Tropea. La Prof.ssa Lento ha aggiunto che il messaggio che intende lanciare in qualità di partner dell’evento é “anche quello che guiderà il nuovo anno scolastico e si concretizza nell’esaltazione di un atteggiamento, semplice e al tempo stesso delicato e gravoso, che può essere sintetizzato  nell’espressione: cittadinanza attiva. Il Premio Tropea ne é esempio luminosissimo. Nato dall’animo bambino  di un accademico, purtroppo prematuramente scomparso, Lino Daniele, ha coinvolto un gruppo variegato di cittadini che insieme, con tanto spirito di servizio, umiltà e coraggio hanno coltivato così bene un sogno ambizioso da farlo diventare realtà.”.

di Francesco Apriceno

Dirigente Beatrice Lento, l’Istituto di Istruzione Superiore di Tropea è partner del Premio Tropea. Come è nata questa felice idea di collaborazione?

É nata dalla consapevolezza che fare rete, nella logica dell’educativa territoriale, sia un dovere per le Agenzie Formative che hanno a cuore la crescita comunitaria. L’operazione é stata facile anche perché, quale socio fondatore dell’Accademia Degli Affaticati, l’Associazione che ha dato vita al Premio e ne cura l’organizzazione, ne conosco e apprezzo il senso profondo.
Quali sono le sue aspettative per questa edizione del Premio Tropea? Qual è a suo avviso il messaggio più importante che può essere trasmesso nel corso delle serate del 5 e 6 settembre?
Mi aspetto che il Premio continui a crescere attraverso un impegno che non si esaurisce nell’evento finale ma opera con costanza sul territorio. Mi aspetto, ancora, che il Premio perda, via via, ogni caratteristica elitaria e sia capace, sempre più, di raggiungere tutti, proprio tutti i cittadini di Tropea. Il messaggio più importante da veicolare é il valore liberatorio del sapere. In questo momento così buio della storia dell’uomo un’azione sicura di guida può essere svolta dal Libro, uno scrigno che racchiude il tesoro immenso della dimensione spirituale dell’uomo.
In una realtà come la nostra, in cui si legge poco, quanto ha inciso e quanto può incidere secondo lei un evento dedicato alla letteratura come il Premio Tropea?
Non so quanto, sono certa, però, che la volontà di promozione culturale é vivissima nel Premio e credo che l’evento abbia le caratteristiche giuste per penetrare nella Comunità in maniera diffusa, i suoi linguaggi sono immediati, per certi versi alternativi e, soprattutto, sono dinamici, capaci di raggiungere tutti senza limiti di tempo e di preclusioni socioculturali.
Al di là dell’evento del 5 e 6 settembre, questa partnership potrà avere un riflesso nelle attività formative dell’incipiente anno scolastico?
L’influenza che il Premio avrà nei processi formativi dell’Istituto che dirigo é un esempio del dinamismo a cui ho accennato. Avrebbe avuto poco senso e sarebbe stato poco produttivo un partenariato funzionale solo all’evento del 5 e del 6, pure importante e significativo. In quell’occasione, infatti, che concepisco come il “momento festa” del percorso, avremo studenti giornalisti, giurati, hostess, musicisti, spettatori.
L’Istituto da Lei diretto è presidio di cultura e formazione delle giovani generazioni. In base alla sua esperienza, come si possono stimolare e avvicinare i giovani all’arricchimento culturale derivante dalla lettura di un libro?
I giovani sono sensibilissimi e non c’é bisogno di sforzi per stimolarli, é importante, piuttosto, mantenersi attuali nell’uso di strumenti e tecniche, essere accattivanti attraverso provocazioni culturali di alto profilo, competenti ed empatici.
In dieci anni di dirigenza dell’Istituto, lei ha organizzato numerosissime iniziative culturali dedicate all’educazione alla legalità, all’intercultura e ad altri temi di rilievo. Quanto sono attratti i giovani dalle attività culturali? Quanto, attraverso queste iniziative, la sensibilizzazione può crescere efficacemente per la speranza di un progressivo miglioramento della realtà esistente?
Confermo che i giovani sono straordinari nel recepire ed elaborare creativamente gli stimoli formativi. In questi dieci anni sono cresciuta tantissimo grazie ai miei studenti che, oggi, sono sempre più autonomi protagonisti di iniziative di notevole valenza culturale. Nutro una fiducia immensa nei ragazzi che, quando trovano guide valide, sono capaci di conquiste notevoli.
In conclusione, qual è il messaggio più importante che intende lanciare in qualità di partner del Premio Tropea? Quali sono le parole chiave su cui intende basare la sua progettualità per il nuovo anno scolastico?
Il messaggio che lancio come partner  del Premio Tropea é anche quello che guiderà il nostro anno scolastico novello così come ha sorretto i trascorsi  e si concretizza nell’esaltazione di un atteggiamento, semplice e al tempo stesso delicato e gravoso, che mi piace sintetizzare nell’espressione: cittadinanza attiva. Il Premio Tropea ne é esempio luminosissimo. Nato dall’animo bambino  di un accademico, purtroppo prematuramente scomparso, Lino Daniele, ha coinvolto un gruppo variegato di cittadini che insieme, con tanto spirito di servizio, umiltà e coraggio hanno coltivato così bene un sogno ambizioso da farlo diventare realtà.
Il Premio é la dimostrazione della forza dell’impegno e, soprattutto, la testimonianza di quanto sia potente l’amore!
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