Intervista a Mario Romano, Presidente di Confindustria Giovani Mezzogiorno e CEO di “Romano Arti Grafiche”, partner del Premio Tropea

di Francesco Apriceno

Mario_RomanoAbbiamo avuto modo di intervistare con piacere un brillante imprenditore calabrese e tropeano, Mario Romano, CEO dell’azienda “Romano Arti Grafiche”, partner del Premio Tropea e Presidente di Confindustria Giovani per la Calabria e il Mezzogiorno. Nel corso della piacevole chiacchierata l’imprenditore ha esposto i punti cardine della sua visione: la cultura, l’etica, l’intraprendenza dei giovani. Questi valori, presenti nella visione aziendale di Romano (e nel motto “Qualità e cultura nella stampa”), possono essere sicuramente condivisi con un evento come il Premio che può veicolarli e dare vita ad un processo di cambiamento e innovazione nella società. Cultura, sete di sapere, voglia di ascoltare e apprendere, sono gli ingredienti che Romano indica ai giovani per poter diventare veramente i protagonisti del presente e del futuro. Per questi motivi, la diffusione della conoscenza nell’ambito di iniziative come questa possono fare solo bene ad una realtà come Tropea, ai suoi cittadini, ma anche ai turisti, e conferire ulteriore prestigio all’immagine della cittadina.  Come si evince dalle premesse, l’intervista è incentrata sul senso della partnership con il Premio, sulle prospettive dell’evento e sul ruolo molto importante che i giovani possono avere nell’ambito dell’iniziativa culturale e della società odierna in generale.  

Dott. Romano, ci spiega le ragioni di questa partnership con il Premio Tropea?
Innanzitutto la partnership nasce dall’affinità tra la mission della mia azienda e l’evento organizzato dall’Accademia degli Affaticati, poiché io credo fortemente nella potenza della cultura come strumento di crescita e arma di riscatto dalle situazioni di disagio. Inoltre,  ho sempre visto nel Premio letterario Tropea un evento in cui il marketing territoriale viene veicolato attraverso stimoli culturali. Il premio Tropea fa marketing, promozione del territorio, è un evento che fa bene alle persone, ai giovani, perché la cultura, a mio avviso, può essere definita il virus positivo di una società. La cultura e la conoscenza sono le navicelle che portano verso il futuro poiché il sapere aiuta a progredire nella ricerca e nell’innovazione. La partnership nasce anche dalla conformità del Premio Tropea con quella che è la missione sociale di Romano Arti Grafiche. Infatti, quando si parla di cultura, il termine può assumere diversi significati. Si può fare riferimento infatti alla necessità della diffusione della cultura di impresa, soprattutto tra i giovani che sono il motore propulsivo della società con il loro entusiasmo e il loro dinamismo. Quando parlo di missione sociale e di cultura di impresa,  intendo dire che la vera ricchezza per un imprenditore non è quella derivante dal fatturato, ma è la ricchezza che può essere distribuita sul territorio in molti modi attraverso il proprio impegno responsabile e produttivo, ma anche attraverso la costante tensione a migliorarsi e a saper anticipare il cambiamento. Molte volte si fa riferimento alle problematiche prodotte dalla crisi. Io non credo alla crisi. Essa non è altro che un ciclo storico da cui si esce con l’innovazione che si può ottenere soltanto se si possiede la sete di sapere, la voglia di conoscere, di aggiornarsi sempre e di agire. Questi per me sono i valori che stanno alla base di una sana cultura di impresa. Per tornare alla partnership con il Premio, ribadisco l’affinità tra la mia azienda e l’iniziativa perché il Premio Tropea costituisce un appuntamento di eccellenza da sostenere e far crescere tutti insieme perché se cresce la cultura, cresce l’intera società.

Quali sono le sue aspettative riguardo a questo evento?

Il Premio Tropea, come dicevo prima, è un evento molto importante per la cittadina.  Sono molto ottimista riguardo alla buona riuscita dell’iniziativa.  Da parte mia mi impegnerò come imprenditore e come rappresentante istituzionale (con Confidustria) a promuovere sempre di più il Premio Tropea che, a mio avviso, è  un vero toccasana per la nostra città. Da esperto di comunicazione e di marketing le posso garantire che questo evento comunica il brand “Tropea” in un modo decisamente positivo con risultati altrettanto positivi per la Calabria perché non va dimenticato che Tropea e’ la locomotiva della Calabria.

Quali sono, a suo avviso, le prospettive di crescita del Premio Tropea?

La crescita del Premio e’ direttamente proporzionale alla crescita della città, quindi il Premio, lo ribadisco, è un’ottima medicina per la nostra realtà. Il mio sogno è quello di contribuire a farlo diventare un punto di riferimento nazionale. Io mi adopererò a sensibilizzare altri imprenditori  perché questo deve diventare sempre più un salotto buono per la cittadina, un richiamo per un turismo di qualità. La crescita di questo evento ha un doppio binario turistico-culturale. Gli ospiti del Premio Tropea sono personalità di rilievo e di conseguenza possono attrarre turisti di un certo livello interessati a questa importante manifestazione.  Va quindi potenziata la partnership con altri imprenditori determinati a investire sulla cultura. Sono certo  che i miei colleghi capiranno l’efficacia e la produttività  di questo investimento; Ovviamente ciò mi risulta facile perché a rappresentare il Premio vi sono professionisti stimati come Pasqualino Pandullo prima e adesso l’ Avvocato Michele Accorinti che conosco personalmente e che ha la mia stima per il prestigio che sta dando sia all’Accademia degli Affaticati che al Premio stesso.

Lei è presidente di Confindustria Giovani per la Calabria e il Mezzogiorno. Nel suo discorso ha menzionato più volte la parola “giovani” perché evidentemente ripone molte speranze nelle nuove generazioni. Il Premio Tropea è caratterizzato dalla presenza importante di giovani nell’organizzazione. Qual è, secondo lei, il ruolo che possono avere i giovani in questa società e come possono farsi strada?

Guardi, esprimerò subito il mio pensiero in maniera precisa e secca: «Io sono innamoratissimo dei giovani, credo fortemente nei giovani, ancor più nei giovanissimi». Loro hanno il potere di cambiare il futuro a partire dal presente, dall’oggi, ma per poterlo fare hanno bisogno di alcuni “strumenti”: la cultura, il sapere, la conoscenza sono le armi per il cambiamento e i giovani devono avere la volontà di utilizzare queste armi per affrontare qualsiasi ostacolo. Potranno vincere se si dimostreranno sensibili alla cultura. Il mio messaggio a loro è quello che ripeto da sempre, in ogni occasione, da almeno dieci anni: «Non accontentatevi mai di un ipotetico futuro in cui sarete protagonisti, dovete valorizzare la vostra identità oggi, non domani. I giovani sono il presente, non il futuro». Ho saputo che nell’organizzazione del Premio Tropea sono coinvolti diversi giovani. Sono sicuro che essi possono ricevere molto da questa esperienza, ma possono anche dare molto attraverso il loro entusiasmo, la loro creatività. Ai numerosissimi studenti che vengono a visitare la mia azienda dico sempre che devono mantenere costante la passione, la voglia di fare, la sete di sapere perché soltanto il sapere rende liberi, eleva lo spirito, produce competenze. I giovani devono avere una grande capacità di ascolto perché dall’ascolto deriva la conoscenza e dal prestare attenzione alle novità. Farsi spazio non e’ facile per i giovani nella società di oggi, lo so, ma devono avere la consapevolezza che il futuro è nelle loro mani e quindi quello che accadrà  in futuro dipenderà solo ed esclusivamente da loro. Essi devono avere inoltre la consapevolezza del sacrificio come mezzo utile a crescere e a raggiungere un obiettivo. Non devono accontentarsi mai e non devono credere alle vie facili per raggiungere risultati di carriera. Ribadisco che i giovani devono avere sete di sapere e voglia di fare, devono essere attivi e propositivi. A prova del fatto che punto molto sulle nuove generazioni, vorrei ricordare che lo staff della mia azienda è composto prevalentemente da giovani, tutte teste pensanti, persone che fanno ricerca e sviluppo continuamente, partecipando a master e corsi di formazione. Sono sempre più convinto che gli ingredienti più importanti per un giovane che inizia un percorso professionale siano la competenza, la determinazione, la passione, ma anche e soprattutto principi etici solidi, acquisiti attraverso la famiglia e l’istruzione, l’amore per la qualità e per le cose fatte per bene. 

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