Intervista al dott. Alessandro Vicari di Asmenet Calabria, partner del Premio Tropea

di Francesco Apriceno

asmenet_webAlessandro Vicari è consulente di Asmenet Calabria che è partner del Premio Tropea. L’azienda sin dalla seconda edizione ha avuto l’importante ruolo di coordinare le operazioni di voto della Giuria popolare per quanto riguarda i sindaci calabresi. Quest’anno i primi cittadini coinvolti, secondo il regolamento, sono tutti i sindaci dei 50 comuni della provincia di Vibo Valentia, unitamente ai 4 sindaci dei rimanenti capoluoghi di provincia. Il dott. Vicari ci ha illustrato le modalità con cui Asmenet opera nell’ambito del Premio, e i riscontri avuti dal rapporto con le pubbliche amministrazioni coinvolte. Il dott. Vicari ha messo infine in evidenza il fatto che “un evento di questa portata, per potersi mantenere e continuare a crescere, necessiti di fondi e risorse notevoli” e quindi la necessità di dare priorità ad iniziative come questa e di «non sottovalutare i riflessi che un premio come “il Tropea” può avere».

Dott. Vicari, quando e come è iniziata la partnership tra Asmenet Calabria e Premio Tropea? Quale sarà il ruolo di Asmenet nell’ambito dell’evento?

La collaborazione ha avuto inizio sin dalla seconda edizione del premio, ed è nata dalla intuizione che la diffusione della cultura, promossa dal premio letterario Tropea, e l’innovazione tecnologica, promossa da Asmenet Calabria, oggi costituiscono un binomio inscindibile.

Asmenet, in veste di partner tecnico del premio, cura i rapporti con i sindaci, i quali rappresentano una componente significativa della giuria popolare. Tutti i sindaci dei 50 comuni della provincia di Vibo Valentia, unitamente ai 4 primi cittadini dei rimanenti capoluoghi di provincia, attraverso le PEC istituzionali, hanno ricevuto gli e-book finalisti e, conseguentemente, espresso la propria preferenza. In tutta questa procedura, di acquisizione della terna finalista e di comunicazione della preferenza, Asmenet ha svolto attività di assistenza e supporto.

L’azienda che rappresenta si occupa di fornire servizi digitali ai Comuni. A che punto sono gli Enti locali nell’utilizzazione di queste risorse?

Direi a buon punto. I Comuni sono ormai largamente informatizzati. La Posta Elettronica Certificata (PEC), giusto per fare un esempio, ha conseguito un forte incremento nella diffusione presso gli enti locali, raggiungendo, negli ultimi anni, un elevato numero di caselle registrate in IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni). Stesso discorso per altri servizi di Egovernment altrettanto fondamentali, come la firma digitale, ormai utilizzata costantemente da amministratori e dipendenti per il disbrigo di atti e bandi comunali, il protocollo informatico, l’albo pretorio online, il portale “Amministrazione Trasparente”, ed altri ancora. Mediante questi servizi, le amministrazioni locali svolgono la propria attività istituzionale in maniera più efficiente, efficace ed economica.

Asmenet è partner del Premio sin dalla seconda edizione. Quali aspetti positivi o negativi ha riscontrato nel rapporto con gli Enti?

I rapporti con gli enti locali sono stati sempre molto positivi ed improntati alla massima collaborazione. La scelta di coinvolgerli fattivamente in una iniziativa così prestigiosa, rendendoli protagonisti, ha entusiasmato molti sindaci ed assessori alla cultura, i quali hanno inteso il premio come strumento che può contribuire alla crescita culturale del territorio. In un’ottica, appunto, di proficua collaborazione, ed al fine di migliorare alcuni aspetti organizzativi, sono stati anche avanzati alcuni suggerimenti da parte dei sindaci, come l’opportunità di trasmettere la terna finalista con maggiore anticipo.


Come giudica la scelta di adottare l’e-book quale mezzo di lettura delle opere da parte dei giurati? Come è stato recepito?

È stata certamente una scelta interessante, innovativa, e al tempo stesso sperimentale. A livello nazionale, credo che il premio Tropea sia stato il primo ad aver introdotto questa formula. Dal canto loro, i primi cittadini hanno accolto positivamente questa novità, anche se, in tutta sincerità, non sono pochi quelli che continuano a preferire la tradizionale modalità di fruizione libraria. Più in generale, occorre considerare che, se fino ad alcuni anni addietro la carta era l’unico mezzo con il quale fruire un libro, oggi vi sono più opportunità: si può scegliere la carta, oppure un  e-book reader. Offrendo una gamma di opportunità superiore c’è una maggiore probabilità di intercettare dei lettori che altrimenti non comprerebbero un libro o non entrerebbero in libreria.

Come giudica la formula del Premio Tropea così com’è oggi? Quali potrebbero essere le prospettive future?

La formula credo sia vincente. È indubbio che il premio letterario abbia dato lustro alla città di Tropea in campo culturale. Parliamo di un evento di successo, un appuntamento di prestigio nel panorama delle manifestazioni culturali italiane. Del resto, la manifestazione ha tra le sue finalità principali la promozione della cultura e in particolare della cultura letteraria. Quanto alle prospettive, va da sé che un evento di questa portata, per potersi mantenere e continuare a crescere, necessiti di fondi e risorse notevoli. Se, come purtroppo accade spesso dalle nostre parti, si dà priorità ad altre tipologie di iniziative, trascurando, o peggio ancora, sottovalutando i riflessi che un premio come “il Tropea” può avere, allora credo proprio occorrerà ridimensionare le aspettative.

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