Conforme alla gloria, Demetrio Paolin, Voland, 2016

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Amburgo, 1985. Rudolf Wollmer fa il sindacalista, ha una moglie, un figlio adolescente e l’incubo di un padre scomodo, una ex SS che morendo gli ha lasciato in eredità la casa di famiglia. Deciso a sbarazzarsene subito, ritrova, tra gli oggetti del vecchio, un quadro intitolato La gloria. L’immagine è minacciosa ma nasconde un segreto ancora più terrificante. Nel tempo, la vicenda di Rudolf e del quadro si intreccia con quella di Enea Fergnani ‒ ex prigioniero a Mauthausen sfuggito allo sterminio del lager grazie alla sua abilità artistica e proprietario di un negozio di tatuaggi a Torino ‒ e della giovane modella Ana… Un romanzo sorprendente, dallo stile intenso e nitido, che è anche una riflessione sul rapporto tra vittima e carnefice, su quale sia il confine tra umano e disumano.

Demetrio Paolin

Demetrio Paolin (1974) è nato a Canelli, in provincia di Asti, ma vive e lavora a Torino. Ha pubblicato il romanzo “Il mio nome è Legione” (2009), i saggi “Una tragedia negata”, “Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana” (2008) e  “Non fate troppi pettegolezzi” (2014), diversi studi critici su Primo Levi, poesie e racconti. Alcuni suoi saggi e racconti sono apparsi su “Nuovi Argomenti” e “Nuova Prosa”, “Nazione Indiana” e “Vibrisse”. Ha collaborato con il “Corriere della Sera” e scrive recensioni per il quotidiano “Il manifesto” e “BookDetector”. “Conforme alla gloria”, il suo secondo romanzo, esce a sette anni di distanza dal primo.

 

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